SNAM-MCKINSEY – potenziale dell’idrogeno nel sistema energetico italiano

Uno studio condotto in collaborazione tra Snam e McKinsey sul potenziale ruolo dell’idrogeno nel sistema energetico italiano ha evidenziato come l’Italia possa effettivamente rappresentare un mercato molto attrattivo per lo sviluppo dell’idrogeno. Questo grazie alla presenza diffusa di energia rinnovabile e di una rete capillare per il trasporto di gas, inclusi i collegamenti con il Nord Africa.

I principali risultati del report sono i seguenti:

L’idrogeno potrebbe coprire quasi un quarto di tutta la domanda energetica in Italia entro il 2050. I segmenti di domanda più attrattivi sono il trasporto, il riscaldamento degli edifici, ed alcune applicazioni industriali (es. raffinazione, processi con calore ad alta temperatura), in cui viene già utilizzato l’idrogeno “grigio”.
– Il trasporto pesante su lunga distanza sarà uno dei primi segmenti in cui l’idrogeno potrà essere sostenibile economicamente. L’idrogeno raggiungerà la parità di costo totale[2] con il diesel entro il 2030, anche senza l’applicazione di incentivi di sistema.
– La miscela di idrogeno e gas naturale nella rete di distribuzione (fino ad una quota del 10-20%) per il riscaldamento domestico, è un altro potenziale ambito di sviluppo che si potrebbe verificare nel breve-medio termine.
– L’idrogeno supporterà la diffusione su larga scala delle rinnovabili nella rete elettrica: agirà da strumento di flessibilità come valida opzione per lo stoccaggio stagionale – potrà essere utilizzato insieme ad altre soluzioni, più utili per coprire esigenze di bilanciamento di breve termine (ad esempio le batterie per il bilanciamento intra-giornaliero); potrà rappresentare anche una soluzione alternativa per il trasporto di energia in rete. 

In uno scenario di decarbonizzazione al 95% (necessario per non superare la soglia di 1,5 gradi di aumento temperatura), l’idrogeno potrebbe fornire fino al 23% del consumo totale di energia entro il 2050 – più della quota attuale complessiva di energia elettrica (20% nel 2018), considerando sia fonti rinnovabili che fossili. 

Il costo dell’idrogeno potrà essere competitivo già entro il 2030 – in anticipo rispetto ad altri mercati europei. Considerando la forte presenza di energie rinnovabili nel nostro paese, l’idrogeno “verde” raggiungerà il punto di pareggio con l’idrogeno “grigio” derivante da gas naturale, 5-10 anni prima rispetto a molti altri paesi, tra cui la Germania. Ciò rende l’Italia il luogo ideale per l’utilizzo su vasta scala dell’elettrolisi.

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